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Addio Bel Paese!

E’ dura pronunciare o pensare queste parole.

Avere una nuova casa, un nuovo paese, un nuovo lavoro, è un’avventura che eccita e spaventa al tempo stesso…pensi a cosa lasci e ti chiedi cosa troverai, provi nostalgia già prima di partire, ti guardi intorno smarrito e ti chiedi se rivedrai questi luoghi solo per le vacanze o dovrai tornarci con tutte le tue illusioni e quanti Amici veri ti resteranno accanto e capiranno la tua decisione, anche se magari non approvano la tua scelta.
Noi siamo i nuovi emigranti: quelli che non partono, come fecero i nostri nonni, con una valigia di cartone, ma quelli che hanno la possibilità di pagarsi un affitto in una casa decente, quelli che vogliono abbandonare una realtà diventata intollerabile, quelli che hanno studiato e possono aspirare ad un buon lavoro, quelli che non si accontentano di una vita “banale” e rassegnata.
Una volta non era così. Un tempo si partiva perché non si riusciva a sfamare la famiglia e quello che si lasciava, a parte gli affetti, era ben poca cosa. Era semplicemente una necessità. Oggi io e Carlo lasciamo le Famiglie, gli Amici, la casa, il lavoro, un certo benessere finanziario, una città conosciuta, la nostra lingua, le nostre abitudini; quello che andiamo a rischiare è di più.

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In molti si chiederanno “ma allora perché?”…

Già, perché? Perché siamo stanchi di essere presi in giro da chi ci governa e da chi sta all’opposizione, tutti più o meno intenti a guardare al proprio interesse, come un capitano che è il primo ad andarsene e sorridere divertito mentre la sua nave affonda; perché la mentalità dilagante è quella di chi ti sodomizza per primo, siano essi capi, presunti amici, gente per la strada; perché nessuno si preoccupa se non di se stesso; perché non c’è più fiducia in un futuro; perché il lavoro, per una come me, animale femmina e a rischio di costose gravidanze, è interdetto (e parlo di un lavoro decente!); perché la professionalità non ha alcun valore; perché è più importante il valore del guadagno immediato piuttosto che la pianificazione a lungo termine; perché le persone che ti rispettano si possono contare sulle dita di forse 2 mani; perché le urla sono meglio del dialogo; perché non si riesce mai ad ammettere di aver sbagliato; perché l’Affetto è una merce da comprare; perché non c’è più serietà; perché gli insulti sono più facili del confronto civile; perché l’invadenza ha la prevalenza sulla discrezione; perché la libertà di esprimersi ha mura invisibili ma piuttosto alte; perché per molti è più facile alzare le barriere di un silenzio offeso piuttosto che il telefono… potrei andare avanti per pagine e pagine, ma mi fermo qui.
Molti penseranno che queste motivazioni sono deboli per operare una scelta così radicale e difficile, che non sono sufficienti a spingere delle persone ad abbandonare le proprie sicurezze, che in qualunque paese si vada ci si troverà di fronte a questi stessi problemi. Forse sarà davvero così. Non ho la presunzione di avere tutte le verità in tasca, ma non ho neppure la forza per fare spallucce e andare avanti facendo finta che tutto questo non mi tocchi o che vada tutto bene.
Se, come i nostri genitori, avessimo la possibilità di starcene 30 anni nello stesso posto con la sicurezza di avere una pensione, di poter avere la possibilità di risparmiare e comperare una o magari due case, di poter assicurare ai nostri figli una buona istruzione e una vita tranquilla, chissà, forse saremmo rimasti qui e ci saremmo tappati il naso, ma questo tempo non esiste più. Siamo sballottati e in preda alla precarietà, alla miopia, allo sfruttamento e all’indifferenza del mercato. Siamo nelle mani di imprenditori incompetenti (salvo rarissimi casi), senza coscienza né talenti che affondano le ditte su cui mettono le mani e giocano a rimpiattino da un’azienda all’altra, strapagati e osannati.
Ormai il rispetto lo si conquista al suono del dio denaro, ma se questa situazione è sempre esistita, oggi chi può permettersi di avere tanto potere d’acquisto? Il borghese medio, che negli anni Ottanta avrebbe potuto permettersi più di qualche lusso, oggi è quello che fa fatica ad arrivare a fine mese e che chiede il mutuo per un appartamento di una stanza al 100% e che paga fior di quattrini perché magari la banca gli ha concesso una di quelle formule per il lavoro precario. E’ la persona che chiede un prestito per comprarsi il cellulare. So che tutto quello che sto dicendo può sembrare un’esagerazione, ma basti guardare quanta pubblicità fanno in televisione per prestiti, mutui e quant’altro, o vedere con che facilità li erogano! E’ tragicamente vero che oggi ti offrono i pagamenti dilazionati per fare la spesa, per andare in vacanza, per tutto! E non sto parlando di persone che hanno l’età dei miei genitori! Parlo di chi ha la mia età!!!
Le persone cinquantenni hanno beneficiato di un boom economico che negli ultimi vent’anni nessun mio coetaneo ha più visto… e noi ci siamo abituati ad un benessere e ad una sicurezza che i nostri genitori ci hanno potuto dare grazie ai loro sforzi, ad un lavoro sicuro che si otteneva solo con la licenza media e che si trovava dietro l’angolo.
Beh, anch’io voglio poter dare tutto questo ai miei figli e voglio poter avere l’opportunità di mostare il mio valore come persona, ma oggi, qui, non mi è possibile. Non mi è possibile neppure pensare di avere un figlio perché se avessi un lavoro non mi sarebbe possibile fare un minimo di carriera e dato che non ho un impiego, non vengo calcolata come possibile dipendente perché potrei restare incinta… E le cose peggiorano ulteriormente se mi sposo.
Contesto questo sistema e voglio venga rispettato il mio diritto di essere donna, moglie, lavoratrice, persona e anche, in un futuro non troppo lontano, madre.
Perché l’Inghilterra? Perché lì le persone non sono costantemente a caccia dell’espediente per aggirare la legge, ma la maggioranza di loro la rispetta per il solo motivo che è la Legge e hai a disposizione gli strumenti per farla rispettare. E’ talmente banale che fa quasi sorridere. Qui se sei vittima di mobbing, ti consigliano di stare zitta o licenziarti, lì gli fanno un deretano come una capanna. Le cose semplicemente funzionano perché c’è l’interesse e ci sono i mezzi per farle funzionare.
La gente ti chiede scusa, nessuno ti urta, ti laciano passare, non ti superano in fila (quasi mai), ti danno informazioni senza guardarti storto, ti sorridono e se ti vedono in difficoltà, ti chiedono se hai bisogno di aiuto, il customer care non è una parola straniera. La gente “vede” e “sente” perché ha ancora l’interesse e la sensibilità di vedere e di sentire.
Certo, c’è la criminalità. Ma non venitemi a dire che a Milano a Roma, o peggio, a Napoli, non ce n’è. Avrei più paura a vivere in un quartiere di Napoli a dirla tutta…! Lì ci sono telecamere, polizia e controllo VERI!
E’ difficile esprimere in così poco spazio tutto quello che a me e a Carlo passa per la testa quando pensiamo “finalmente ce ne andiamo”, ma questo è un assaggio del motivo per cui partiremo per questa grande avventura.
Non siamo così sciocchi da credere che sarà semplice, che tutto andrà bene, che non ci saranno difficoltà o momenti di disperazione e magari di solitudine, di stanchezza e di nostalgia, momenti in cui malediremo questa nostra scelta, che agogneremo il sole e il caldo dell’Italia, ma dobbiamo andare, provare, costruirci una speranza che in questo momento non vediamo e solo il tempo ci dirà chi avrà avuto ragione. E se avremo avuto torto, almeno potremo dire di aver tentato e torneremo arricchiti di nuove esperienze e di una ottima conoscenza dell’inglese.
Chiamateci pazzi, chiamateci coraggiosi, ma siamo decisi e coscienti di questa scelta, che, checché ne possa pensare la gente, non nasce dalla codardia della fuga, ma dalla ponderata volontà di volere una vita migliore.
Chi vivrà, vedrà…


2 Comments

Addio Terra dei Cachi.
Addio perche’ tutte le promesse, tutti i rosei futuri che da generazioni si reclamizzano non sono altro che un falso d’autore, uno specchietto per le allodole.
Basta!
Basta con le parole non dette, con la continua mancanza di rispetto, basta con quel modo di fare che condona tutto e tutti, mentre il Caco continua a marcire.
Non credo che Londra sia il posto perfetto, non credo che questo posto esista al mondo, ma difficilmente troveremo un posto che garantisca meno dignita’ di questa Italia.

Posted by Carlo on 14 April 2006 @ 5pm

Appoggio e condivido la vostra scelta … sono partito per un pò di anni, poi situazioni contingenti mi hanno riportato in quello che anche io chiamo il paese dei cachi. Adesso tutto quello che ho lasciato mi manca … Buon viaggio perchè alla fine è solo questo … la vita …

Posted by Andrea on 20 May 2006 @ 10pm

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L’Italiano senza Vergogna e l’Italia della Vergogna! Happy Easter!