Come sarei come genitore…?
Il mio idealismo si scontra ogni giorno con la crudezza di un cinismo che non ha confini, alimentato dall’indifferenza delle persone, anche di quelle da cui ti aspetteresti sostegno.
Oggi una mia collega ci ha dato una notizia fantastica: una nuova vita che si sta formando all’interno della sua famiglia e che viene accolta con gioia, con speranza. Con l’intensità che solo una mamma può trasmettere. La ammiro e la invidio al tempo stesso. Sono felice per lei, ma, pensando a quello che mi sta capitando in questi giorni, penso anche a quanto debba essere difficile essere genitori e a quanta forza si debba avere per trasmettere e insegnare ai propri figli il coraggio per affrontare la vita.
A volte mi sento così disarmata di fronte alle ingiustizie che davvero non saprei dire se sarei una buona madre; certo non avrei tutte le risposte, ma mi piacerebbe tanto trovarle assieme in un percorso che tanti genitori dimenticano lungo la via, chi per troppo egoismo, chi per troppo amore, chi per mancanza di fiducia.
Ci si dovrebbe sempre ricordare che un figlio è una persona che può essere debole, forte, idealista, testardo, solare, cupo, introverso, timido, aggressivo… una persona con tutti i difetti, i punti di forza e le debolezze che lo caratterizzano, ma pur sempre una PERSONA. Penso sia l’impegno più gravoso del mondo e non sempre magari viene come si vorrebbe, ma resta pur sempre parte di te, di quello che sei, di quello che vuoi trasmettergli. E’ un vaso di creta nelle tue mani.
Un figlio invece non può scegliere la famiglia di provenienza, può solo discutere e farsi amare, capire e sforzarsi di comprendere per trovare un dialogo e una mediazione tra la vita che va ad affrontare, le scelte che deve compiere e quello che i genitori sceglierebbero per lui.
Tutti dovrebbero venirsi incontro, con amore, intelligenza e tolleranza.
Ecco dove il mio idealismo si scontra con la realtà .
Mia madre alla mia età aveva una figlia di 10 anni con cui combatteva per l’ordine e la disciplina e io sono qui a combattere per la mia vita e per essere accettata come persona dai miei genitori…mi pare così assurdo che neppure ci credo. Preferirei mille volte avere anch’io una figlia con cui sgolarmi, perchè almeno l’ordine delle cose avrebbe un senso! Sarei io a dovermi impegnare per far sì che la mia progenie crescesse bene e non dovermi sentire in castigo a 32 anni perchè cerco di pensare con la mia testa e non ho l’approvazione delle mie scelte.
Già , il mondo va proprio alla rovescia!
Chissà come sarei come genitore… So solo una cosa: non è solo difficile fare il papà o la mamma, a volte, purtroppo, è anche tanto difficile essere figli e far capire loro che si sta crescendo.
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