Copyright Act 2012
Quello che troverete qui e’ un Racconto, non una verita’, ma una fantasia. Vi prego quindi di prenderlo per quello che e’, una rilessione fantascientifica di un mondo spaccato tra l’ironico e il surreale, tra l’impossibile o il paurosamente probabile.
Faceva caldo quel giorno e la metropolitana era affollata. Gente rumorosa che biascicava parole lontane, attutite dal suono della musica nelle mie orecchie.
Il nuovo album di Jack Lane mi piaceva alla follia e il mio MP3 Player lo suonava in continuazione. Uscendo dalla Tube respirai a pieni polmoni l’aria meno viziata e, cantando il ritornello della canzone migliore, mi avviai verso l’ufficio. Ero Solo. La musica creava attorno a me un muro che mi permetteva di vivere la citta’ da solo, lontano da ogni dove, ma sempre li, a due passi dalla folla.
Un fastidioso bussare sulla mia spalla blocco’ la mia amata solitudine mattutina. Il tocco non era il solito urtarsi a vicenda e girarsi a chiedere scusa, ma era un gesto volontario e calcolato. Mi voltai incuriosito, magari qualcuno mi aveva riconosciuto, ma la musica di “Sleeping under the sun or corp” mi aveva celato il suo richiamo.
Davanti a me trovai una figura uscita da film di altri tempi, vestito con un completo nero e con una camicia bianca; una cravatta corvina completava l’opera dipica degli anni novanta. Le sue labbra si mossero, nonostante le cuffiette bianche fossero chiaramente visibili nelle mie orecchie. Un po’ scocciato fermai il mio iPod di ultima generazione e tolsi le cuffiette.
“Prego…” dissi per farmi ripetere quello che mi ero perso
“Buongiorno, potrebbe cortesemente farmi controllare il suo lettore multimediale?” mi domando’ freddamente, come se il mio iPod Pico fosse un cadavere e lui un esperto patologo.
“Non direi proprio…” risposi seccamente. Un intromissione cosi’ drastica non l’avrei permessa neppure ad Alexander, il mio compagno d’appartamento, figuriamoci poi ad un perfetto sconosciuto vestito da pinguino.
L’uomo estrasse un piccolo portafogli dalla tasca interna della giacca e, aprendolo verso di me, disse con parole assolutamente empie di umilta’ : “Copyright Law Enforcement Police, ora dammi il tuo lettore multimediale!”
Oddio! Quella legge demente era riuscita a passare solo pochi giorni fa e questi burini gia’ invadevano la citta’ con la loro insolenza! Non erano dei veri e propri poliziotti, ma persone pagate dalle Major discografiche per effettuare controlli sulla musica posseduta. I paladini della giustizia, devoti al Dio Denaro.
Avevo seguito la vicenda da vicino e sapevo che quella sottospecie di poliziotto aveva il diritto di chiedermi il lettore. A dire il vero avevo fatto qualcosa in piu’ che semplicemente seguire la vicenda. Io ero stato uno di quelli che avevano portato i cartelli sotto il parlamento, che avevano protestato contro la svendita dei diritti alla privacy per trenta denari. Si, ero stato uno di quelli che aveva visto le nuvole nere ammassarsi sopra la propria liberta’.
Gli consegnai il mio Pico. Non avevo fatto nulla di male e tutti i brani contenuti nel lettore MP3 erano originali, regolarmente acquistati.
Lui estrasse dalla sua giacca un piccolo palmare a cui aggancio’ il mio riproduttore. Vidi che lo schermo del suo strumento di controllo si illumino’, cominciando a vomitare dati su quello che ero solito ascoltare.
“Come vedi sono completamente in ordine, non ho rubato il pane al tuo povero Signore e Padrone…” dissi con ironia
Lui alzo’ lo sguardo senza muovere la testa. Probabilmente avrebbe voluto generare un effetto intimidatorio, ma il risultato fu ben diverso, almeno ai miei occhi.
“Sei solo un piccolo insolente” disse stampando un biglietto dal suo apparecchio “e mi dispiace che tu abbia riformattato il tuo lettore multimediale giusto ieri sera, ma…”
Primo, non avevo affatto pulito l’iPod la sera prima. Secondo, non ero un insolente. Terzo, non ci doveva essere nessun “MA”!
“Noto che tutte le canzoni sono prive del permesso 12151: divulgazione testi.”
Lo guardai con aria stupita. il 12151 impediva a coloro che non avevano acquistato i relativi diritti, di pubblicare i testi delle canzoni. Una delle tante porcate al limite della fantascienza che questa legge aveva portato con se.
“Non mi sembra di andare in giro con un cartellone con il testo di “Sleeping under the sun or corp” o di “Shock to the System“. Non mi sembra neanche di star distribuendo volantini ciclostilati.”
Lui tiro’ fuori dalla sua tasca un piccolo registratore digitale, premette qualche tasto e mi fece ascoltare la mia voce, durante il ritornello che tanto mi piaceva.
“Cosa dovrebbe significare questo?” domandai con il sorriso sulle labbra. La situazione era surreale.
“La lagge prevede un’ammenda di duecentocinquanta pound per ogni violazione al permesso 12151, sia per l’intero contenuto della canzone, sia per parti di essa. Lei ha pubblicamente divulgato un pezzo di “Sleeping under the sun of corp” di Jack Lane.”
Mi misi a ridere. Non poteva parlare sul serio. Continuai a guardarlo ridendogli in faccia finche’ non mi torno’ il mio iPod e una multa.
“Lei sta scherzando, non e’ vero?” domandai. Sarebbe stato semplicemente ridicolo se qualcuno avesse potuto venir multato per aver canticchiato una canzone.
Quando pero’ lui giro’ i tacchi e si allontano’ da me, senza degnarmi di un saluto, ma lasciandomi quella multa, la mia ironia si trasformo’ in furore e sbigottimento.
Fu quello l’inizio della vera guerra tra me e i Tiranni del Dio Denaro Sonante.
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