…e poi uno non deve inca*****i?

By: Carlo

Jul 17 2006

Category: London Chronicles, Thoughts

020******* tasto 1 (italiano) - tasto 3 (uffici anagrafe) - tasto 3 (ufficio A.I.R.E. - Associazione Italiana Residenti all’Estero)

Driiin driin

“PRONTO” (consolato Generale d’Italia, ufficio A.I.R.E.?)

“Pronto Buongiorno, la chiamavo per alcune informazioni per l’invio dei documenti per l’iscrizione all’A.I.R.E.”

“eh…”

“…” interdetto “sul sito del Consolato ho visto che e’ possibile inviare tutta la documentazione via e-mail, saprebbe dirmi in che formato devo inviare gli allegati e l’indirizzo e-mail a cui posso inviarli, per cortesia?”

“Eh?”

“…dicevo che ho visto che ci si puo’ iscrivere all’A.I.R.E. anche inviando tutti i documenti via e-mail…”

“Ah. Ma noi abbiamo bisogno della copia dei documenti, puo’ volendo anche mandarla via fax al numero 020******” (mi sono perso dopo la terza cifra, la signora faceva una pi**a a Flash! Tempo netto per sparare il numero: 0,29 secondi!)

“Quindi non si possono mandare via mail?”

“Ma e’ meglio che venga lei di persona…”

In quel momento ho creduto di essere stato stupido, magari era solo una voce registrata… “Ho capito, ma io lavoro e dovrei prendermi una mattinata di permesso…”

“Eh… ma la avviso che ci sono cinque mesi di arretrato, quindi…” Cinque Mesi???? Sti gran c***i…

“Ho capito, ma l’iscrizione va fatta entro 90 giorni…”

“Eh, ma abbiamo cinque mesi di arretrato e se viene qui prima delle nove di mattina le rilasciano un cedolino” E io del cedolino cosa ne faccio?

“Ho capito… ancora una domanda…”

“Eh…” (Customer Care Overload Mode ON)

“Io convivo con la mia fidanzata, ma pur formando un nucleo familiare a se stante, secondo lo Stato di Famiglia, mi domandavo se era necessario fare due domande separate. Nel modulo scaricabile da Internet c’e’ solo lo spazio per una persona e l’eventuale coniuge.”

“Dove?” (lascio o raddoppio)

“Non sono sposato, ma formo una famiglia di fatto” (raddoppio)

“Ah, due! cosa c’entra?” (come se fosse stata la domanda piu’ stupida del mondo)

“Ho capito, quindi lei mi consiglia di passare li prima possibile la mattina?” (Nonostante sul sito sia SCONSIGLIATO di passare di persona)

“Si, il cedolino…” (aridaiie con sto ca**o di cedolino…)

“D’accordo…”

CLICK

CLICK? Arrivederci? Buongiorno? Le servono altri chiarimenti?

No, solo CLICK!

Eh, gia’, cinque minuti di Puro Stile Italiano. Cinque mesi per fare una stupidissima registrazione in una delle citta’ piu’ dinamiche del mondo!

Alla fin fine giungo alla conclusione che il “cedolino” di cui tanto ho sentito parlare potrebbe servire solamente per dimostrare di essersi registrati all’Associazione Italiana Residenti all’Estero nei tempi indicati dalla legge e per poter esibire una sorta di documento sostitutivo che indichi che io la richiesta l’ho gia’ fatta…

…a questo punto spero che non ci siano altre elezioni nei prossimi due anni, altrimenti mi scordo di votare.

Certo e’ che quando uno si abitua ad essere trattato bene, rispettato e aiutato quando non sa bene le cose (beh, lasciamo perdere la tecnologia delle e-mail, che magari non e’ stata ancora installata), tornare per un momento in Patria e’ un’esperienza che fa ripercorrere delle strade ben conosciute: quelle del giramento di c*****i!

…e poi uno non deve inca*****i davanti a tutta questa masturbazione mental-burocratica, davanti a tutta questa mancanza di funzionalita’ delle strutture, davanti alla lentezza e all’incapacita’ di gestione verso i propri connazionali?

Bene, voglio rimanere qui, ma l’importante e’ che io non debba piu’ avere a che fare con il Consolato, il posto a Londra dove si respira un po’ di Patria! 

4 Responses to “…e poi uno non deve inca*****i?”

  1. Per la serie: coerenza…

    tratto dal modulo di iscrizione all’A.I.R.E., liberamente scaricabile dal sito del consolato…

    al fine di aggiornare l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, La preghiamo di compilare questo modulo in tutte le sue voci e di restituircelo, corredato di fotocopia di un documento di identità valido (passaporto o carta d’identità) da cui siano desumibili foto, firma, dati anagrafici e numero di documento di tutti i membri del nucleo familiare facenti domanda di iscrizione per il successivo inoltro al Comune di riferimento A.I.R.E. e di una prova di residenza (come utenze, council tax, estratto conto ecc.).

    ma allora mi hanno anche raccontato palle?????
    Cos’e’ un Nucleo Familiare? Non e’ quella cosa che puo’ essere desunta dal proprio Stato di Famiglia?

    GRRRRRRRRRR

  2. CRO. Croydon Register Office, my name is Mary, how may I help you?

    Me. Hello, I would like to book an appointment to give ntoice of marriage

    CRO. Certainly sir, May I have your name pls?

    Me. Francisco Ruiz

    CRO. May I have your home address pls?

    Me. bla bla bla Sydenham

    CRO. Sydenham? I am afraid your calling to the wrong register office sir, but pls do not worry, we will transfer your call to the Lewisham Register Office and they will get in contact with you, is that ok?

    Me. (i didnt know what to say) hmmmm yeah, so what should i do now?

    CRO. nothing sir, you will get a call withing the next 24 hours from the Lewisham Register Office.

    Me. ok, thank you very much

    CRO. thank you sir, have a nice day and congratulations for ur marriage

    Me. thank you?

    p.s. and yes the day after i got a call from the Lewisham Register OFfice, the service was just a GREAT service, they love to do their jobs

  3. viva l’italia! Riusciamo a burocratizzare, a rallentare, ad ingolfare tutto, ma proprio tutto e la cosa triste é che non é un luogo comune. Che tristezza.

  4. Hi Frank!
    You are worsen my point… do you really feel well in brutalizing my sad experience so much?
    :D
    HA HA HA!!!!
    Mate, the fact is that I got used to this kind of Customer Service too, and being sent back to the stone age has been devastating!

    Benvenuto Biagio!
    Il fatto piu’ triste e’ vedere la differenza tra la snellezza del funzionamento qui in Inghilterra. Paragonare le esperienze con il consolato con le esperienze di burocrazia qui e’ come raccontare una barzelletta… che barzelletta in realta’ non e’.
    Ti porto l’esempio di quando ho dovuto fare il colloquio per avere il numero di Assicurazione Medica (che qui TUTTI criticano come un sistema lento): al telefono prendi un appuntamento. Il giorno dopo ti arriva a casa una lettera che ti spiega per punto e per segno tutte le cose che devi sapere, tutti i documenti che dovrai presentare e le spiegazioni per come arrivare al luogo dell’appuntamento.
    Gia’ questo e’ stato sufficiente, a suo tempo, per sconvolgermi…
    Il giorno del collquio sono arrivato un po’ in anticipo (per non essere in ritardo) e non appena sono entrato qualcuno mi ha gentilmente chiesto il nome e mi ha indirizzato verso lo stanzone a cui ero stato assegnato. Li una gentile persona ha preso il mio nome, controllando che fossi in lista e ha segnato l’ora del mio arrivo (TRENTA MINUTI PRIMA :) )
    Dopo dieci minuti, visto che avevano sbrigato le pratiche di quelli che c’erano prima di me, mi hanno chiamato. Un operatore ha cominciato a compilare un questionario di venti pagine, facendomi le domande che erano riportate sul foglietto e facendomi controllare le informazioni, in maniera che fossero corrette. Nel frattempo lui ha fatto le fotocopie dei documenti che mi ero portato dietro (fotocopie che poi ha prima firmato lui e poi mi ha fatto vidimare)
    Finito il tutto mi ha chiesto di attendere in maniera che un collega verificasse i dati e dopo dieci minuti mi hanno confermato che era tutto in ordine. In tre giorni mi e’ arrivata la lettera di conferma che conteneva il mio numero di assistenza sociale. Adesso arrivera’ anche la versione definitiva.

    Ti assicuro che quando sono uscito da li non volevo credere che le cose funzionassero tanto bene… e ti assicuro che quel giorno, assieme a me, c’erano persone che a malapena parlavano l’inglese e a nessuno e’ stato fatto mancare il rispetto!

    Quando poi ci si trova davanti a certe Barzellette, si stenta a crederci… ma purtoppo battute non sono, come hai detto.
    I luoghi comuni sugli italiani spesso non ci fanno ridere… perche’ troppo spesso sono tristi verita’!

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