“Five Months” ossia cinque mesi lontano dall’Italia

Piu’ di due mesi fa scrissi qualcosa sulle prime “Somme” inglesi… dissi che anche se era troppo presto per effettuare una valutazione del nostro trasferimento a Londra, credo che sia passata molta acqua sotto i ponti e che, dopo quasi cinque mesi di permanenza in “terra straniera“, qualche valutazione in piu’ sia corretto scriverla.

150 days in London

Quella che io ho chiamato “terra straniera” (per voi che ci leggete in italiano) e’ diventata “Casa”, quella in cui stai bene, quella in cui ti senti nel tuo posto. Si, dopo cinque mesi non ho timore di dire che a Londra ho trovato un bellissimo posto dove vivere. Non ho il timore di ammettere che, dopo aver analizato con calma circa 150 “days“, rifarei immediatamente il salto! Non mi sono scontrato con nessuna delle tremende difficolta’ contro le quali tutti mi hanno messo in guardia, e’ stato come infilare la mano dentro un guanto di pelle della misura perfetta. Si, Londra mi calza a pennello.

Sorrido quando sento le voci di coloro che si domandano, con ironia poco piacevole, su quando getteremo la spugna. Ce ne sono tanti, a Trieste, che sono convinti che da un giorno all’altro torneremo indietro con le pive nel sacco. Indietro torneremo, questo e’ chiaro, ma non per le motivazioni che i “gufi” tanto arieggiano, ma per tornare a trovare le persone che sono rimaste indietro.

Deve essere chiaro a voi che ci leggete, che qui non e’ il Paradiso, non e’ vero che tutto funziona alla perfezione e che e’ la meta che tutti potrebbero desiderare. Qui bisogna lavorare forte, essere forti per superare gli ostacoli legati alla lingua, legati alla differente cultura e alla maniera di rapportarsi di un popolo piu’ “chiuso” di quello a cui noi italiani siamo abituati. Tanto quanto non e’ possibile sperare di trovare un posto simile (e’ un’utopia piu’ che un sogno), altrettanto posso dire che Londra e’ decisamente meglio di Trieste e dell’Italia in genere, perche’ qui ci sono componenti che l’italiano medio non conosce piu’, avendole dimenticate in chissa’ quale anfratto della propria coscienza: Dialogo, gentilezza, cortesia, rispetto. Non ci vuole molto, credetemi, per far si che il mondo sia un posto migliore, forse ci vuole molto per essere un po’ meno egoisti…

Comunque sia le notizie che ci giungono dal BelPaese ci colpiscono sempre meno, perche’ stiamo vivendo una vita serena qui, lontano dalle cose a nostro avviso malate che schiacciano l’Italia sotto il peso delle cose negative. Mi dispiace se qualcuno (e so che ce ne saranno) si sentira’ profondamente offeso dal modo in cui tratto la nostra Nazione, ma a volte cambiare il proprio punto di vista fa bene, perche’ permette di vedere le stesse cose da un’altra prospettiva. Noi, dalla prospettiva Inglese, abbiamo visto da un’altra angolazione le cose che non ci piacevano, che non ci sono mai piaciute e che ci hanno spinto ad andare via. Da questa nuova prospettiva siamo felici di essere lontani dallo Stivale. Sorry, ma i punti di vista personali sono la vita dell’individuo, perche’ ne rappresentano le sensazioni e le attitudini nei confronti del mondo circostante, quindi se pensate che la nostra valutazione sia eccessivamente pesante, forse significa che non siete mai riusciti a mettervi nei nostri panni. Poco male, siamo tutti diversi ed e’ corretto che ognuno la pensi esattamente come crede.

Sappiamo di persone che hanno un gran prurito, smaniose di dirci che “abbiamo sbagliato“(?), di farci capire che la mossa che abbiamo fatto e’ stata “altamente scorretta“(?) e che torneremo presto con la coda tra le gambe. Altri ci hanno detto che ci “siamo presi una vacanza“(?)che non ci insegnera’ nulla e che ci lasciera’ senza esperienze rilevanti alle spalle. Beh, Signori, forse questo e’ il momento di cliccare sul bottone per scrivere le vostre idee.

Ma non crediate che tutti siano stati negativi e polemici, no. Anzi, al contrario ci sono persone che dobbiamo ringraziare, persone che hanno fatto si che la semplice idea diventasse un pensiero concreto, ci sono persone che hanno saputo vedere il nostro malessere, sorridendoci e porgendoci la loro spalla. Non lo dimenticheremo mai! Queste persone, se mai leggeranno questo post, sapranno che sto parlando di loro, del rispetto che hanno dimostrato nei nostri confronti e nei confronti delle nostre idee.
Non sempre i cambiamenti sono questa difficolta’ tremenda, a volte e’ sufficiente essere elastici quanto basta per adattarsi in maniera piacevole alle nuove situazioni.

Si, abbiamo fatto bene, perche’ qui a Londra abbiamo trovato il nostro ambiente!