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Le BALLE sulla tecnologizzazione dell’Italia!

Qualche tempo fa mi scagliai contro un opuscoletto che il governo ha spedito a un numero imprecisato di italiani, un albetto che decantava le qualita’ informatiche del popolo latino

BALLE! TUTTE BALLE!

Fight Internet VirusEurostat ha pubblicato uno studio sulle conoscenze informatiche dei vari paesidell’Europa e, guardacaso, l’Italia e’ uno dei fanalini di coda!!!
“…Within the Member States for which data are available, more than half of the population surveyed had no basic computer skills in Greece (65%), Italy (59%), Hungary (57%), Cyprus and Portugal (both 54%) and Lithuania (53%). On the other hand, less than a quarter of the population in Denmark (10%), Sweden (11%), Luxembourg (20%), Germany (21%) and the United Kingdom (25%) were non e-literate…”

Serve una traduzione oppure si capisce che l’estratto dichiara che il 59% degli Italiani e’ un “Illetterato Informatico“?

Cinquantanove Percento, praticamente sei persone su dieci, tre persone su cinque non sanno neppure fare un doppio click! Ho trovato lo studio su un articolo di Punto Informatico di oggi, nello stesso numero in cui trovo una delle motivazioni per cui ho lasciato il Bel Paese: “L’Italia? E’ ferma perche’ non innova!

Lo Stato Italiano (Destra, Sinistra, Centro, indifferente, tutta la stessa massa di ignoranti informatici) investe una sciocchezza nell’innovazione, non produce neppure l’1% del PIL grazie alla technologia (dove ci sono stati che basano il 20% del loro Prodotto Interno Lordo sulla stessa cosa)… insomma, per le technologie in Italia non c’e’ spazio.

Di sicuro me ne ero accorto parecchio tempo fa, questa non e’ una novita’, ma mi fa piacere che dopo tante BALLE colossali, sparate da un Governo o da un Opposizione brave solo a sputarsi in faccia, arrivi la definitiva doccia fredda dll’Eurostat: siamo un popolo di ignoranti informatici, a fronte di un Europa che negli ultimi anni ha fatto un enorme balzo in avanti.


4 Comments

Male !

Finchè l’analfabetismo informatico si limita a chi il computer non lo usa e non lo userà mai, andiamo bene, ma ‘59%’ dice anche che è una percentuale troppo alta per non interessare anche persone della PA che dovrebbero far girare i dati ‘importanti’ come i partiti italiani fanno girare le palle… e cioè vorticosamente e con professionalità :-)

Hai notato che però l’IT nella PA è un mercato chiuso ?
Società che sono proprietà di figli, di nipoti, di amici, di ammanicati e cammellati che gestiscono un affare di miliardi con l’efficienza e la modernità di un Bradipo.

E’ di questo peso che ci dobbiamo liberare per ridurre sprechi e recuperare un pezzo importante di PIL, secondo me.

Nel nostro piccolo, diffondiamo il verbo informatico.
Per esempio il mi’ figliolo di due anni quando torno a casa si fionda sulla mia scrivania ed orgoglioso mi mostra quello che lui chiama ‘mau’ per dimostrarmi che ha capito le basi. Indovina cos’ è ;-)

Posted by Stefano Grevi on 21 June 2006 @ 3pm

Ciao Stefano!
Male si… Molto Male!
Il fatto che esistano persone che non sanno usare un computer e’ anche comprensibile, anche se solo fino ad un certo punto. La Danimarca ha un livello di analfabetizzazione informatica del 10%, noi del 60%… Tristissimo

La PA, inoltre, e’ il fanalino di coda di tutto il discorso, non solo come alfabetizzazione, ma anche dal punto di vista delle scelte strategiche. Vogliamo dire che non c’e’ Mafia? Hai mai visto i lavori di aziende come Insiel, pagate a peso d’oro per produrre software *********?

Ormai queste cose non fanno piu’ scandalo, e’ una cosa normale…

NORMALE UN C***O! (scusami ma mi imbestialisco)

Bravo per il figlioletto, crescilo bene, fagli vedere quali sono i lati positivi della tecnologia…

Ciao

Posted by Carlo on 21 June 2006 @ 3pm

Carlo,

non fanno più scandalo secondo me perchè :

a) con 6 persone su 10 che l’uso dell’informatica non la capiscono, che sensibilità pensi che abbiano a riguardo del problema del clientelarismo per gli appalti informatici ? Al massimo dicono ‘funziona così da sempre’ !

b) c’è interesse a ‘non pubblicizzare’ la cosa, ed in questo i mezzi di informazione *tradizionali* non scoperchiano il calderone. Possiamo immaginare che interessi ci siano a non divulgare, a tutti i livelli…

Ma ora basta lamentarsi ! Chi è a conoscenza del fatto *dall’interno* dovrebbe capire che è un sistema che lo danneggia, come utente perchè è costretto ad usare applicativi di qualità scadente e/o con una scarsa attenzione alle sue esigenze, come contribuente perchè di fatto paga anche lui ciò che usa e come cittadino perchè dall’altra parte dello sportello potrebbe trovarsi un giorno anche lui (dopo la pensione …).

Secondo me si dovrebbe sensibilizzare l’impiegato pubblico, per quanto è possibile, a prendere coscienza degli effetti che questo clientelarismo genera su sè stesso così che possa segnalare, anche in forma anonima, questa stortura agli organi di vigilanza.

Utopico, lo so, l’italiano medio preferisce NON VEDERE, NON SENTIRE, NON PARLARE. Male, molto male. Se non vogliamo puntare il dito sul marcio da ripulire il paese non migliorerà mai.

Posted by Stefano Grevi on 22 June 2006 @ 7am

Ciao Stefano,
Si, forse e’ vero che l’ignoranza generalizzata non aiuta, ma ritengo che il problema sia molto piu’ profondo:
La “Mafia” (non Cosa Nostra, ma il comportamento Mafioso) c’e’ ovunque e gli italiani hanno imparato a conviverci, tanto che molto spesso neppure lo vedono piu’!

Questo e’ MOLTO piu’ triste.
Piu’ guardo l’Italia da fuori, piu’ mi accorgo di quante cose prendevo per assodate, pur odiandole!

Tristissimo!

Posted by Carlo on 22 June 2006 @ 8am

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